Un libro di fattura pregiata, in imitlin marrone con rilievi in oro, presenta tutti gli elementi base del mondo di Nicola Pesce: i libri, la natura, una volpe, la neve e animaletti che sorseggiano tè davanti al fuoco.
«C’era una volta – nell’immensa taiga russa – una volpe di nome Aliosha. L’inverno si stava avvicinando, Aliosha se ne accorgeva dal fiato che si faceva fumo quando – sull’uscio della sua tana – si guardava intorno per gli ultimi preparativi, prima del suo lungo letargo. Quel giorno cadeva dal cielo una pioggerella leggera. Sulla punta di un suo baffo atterrò un fiocco di neve: era il momento. Camminò in tondo due o tre volte, senza risolversi a entrare, infine varcò la soglia e sbarrò la porta di legno.
Dovete sapere che Aliosha era una volpe diversa dalle altre, perché amava i libri. Non avrebbe saputo dire quando era iniziato il tutto. Forse quella volta che era a caccia di cibo in paese e a terra aveva trovato uno di quegli assurdi oggetti degli umani. Che cos’era? Era incomprensibile. Un dorso rigido dal quale partivano tante ali di carta.
La copertina, tutta umida e stropicciata, recava il disegno di un bimbo dai capelli biondi con un mantello...»
